
In occasione della Giornata Internazionale del Risparmio Energetico, parlare di economia circolare significa andare oltre il semplice concetto di riduzione dei consumi. Vuol dire ripensare in modo strutturale il modo in cui produciamo, utilizziamo e valorizziamo le risorse, mettendo al centro efficienza, responsabilità e visione di lungo periodo.
L’economia circolare è ormai riconosciuta a livello globale come una delle leve principali per raggiungere uno sviluppo sostenibile, capace di coniugare crescita economica, tutela ambientale e benefici sociali. Tuttavia, perché questa transizione sia concreta ed efficace, è fondamentale misurarla.
In questo contesto, gli standard di recente pubblicazione ISO 59020:2024, UNI/TS 11820:2024 ed ESRS E5 rappresentano strumenti chiave per valutare in modo strutturato e comparabile il livello di circolarità delle organizzazioni.
Vediamoli insieme, partendo dalle basi.
L’economia circolare può essere definita come un modello economico a ciclo chiuso, progettato per mantenere prodotti, materiali ed energia in circolazione il più a lungo possibile, riducendo al minimo gli sprechi.
A differenza del modello lineare tradizionale – basato su estrarre, produrre, consumare e smaltire – l’approccio circolare punta a:
Questo sistema non porta benefici solo all’ambiente, ma crea anche nuove opportunità di business, migliora la competitività delle imprese e riduce la dipendenza da risorse finite, contribuendo agli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050.
A livello europeo, la transizione verso l’economia circolare è stata formalizzata con il Circular Economy Action Plan (CEAP).
Queste iniziative hanno accelerato l’adozione di pratiche circolari da parte di enti pubblici e imprese. Tuttavia, per capire se e quanto queste azioni funzionano, serve un passaggio fondamentale: la misurazione della circolarità.
Misurare la circolarità significa valutare in modo oggettivo:
Un quadro di valutazione solido consente di:
Le valutazioni della circolarità possono essere applicate a diversi livelli di sistema. Vediamo quali!
Ad oggi esistono numerosi framework e metodologie, ma proprio questa abbondanza rende complessa la scelta degli strumenti più adatti. Da qui nasce l’esigenza di standard condivisi e replicabili.
La famiglia ISO 59000 e lo standard ISO 59020:2024
La famiglia ISO 59000 è stata sviluppata per fornire una base comune e armonizzata per la valutazione della circolarità, integrabile con altri strumenti di sostenibilità.
In particolare, la ISO 59020:2024 definisce un framework strutturato basato su indicatori:
L’approccio si articola in tre fasi principali:
Questo standard non è solo uno strumento di rendicontazione, ma una vera leva operativa per migliorare le prestazioni complessive di sostenibilità.
In Italia, un ruolo centrale è svolto dalla UNI/TS 11820, sviluppata da UNI e aggiornata nel 2024. Questa norma è stata citata anche all’interno della Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, a conferma della sua rilevanza.
La UNI/TS 11820:
Non definisce una soglia minima di circolarità, ma consente alle organizzazioni di valutare il proprio posizionamento rispetto al massimo livello raggiungibile, individuando aree di miglioramento e opportunità concrete.
Negli ultimi anni, il reporting di sostenibilità è passato da pratica volontaria a strumento strategico e, in molti casi, obbligatorio.
Accanto ai GRI Standards, ampiamente diffusi a livello globale, l’Unione Europea ha introdotto la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), che rafforza la qualità, la comparabilità e l’affidabilità delle informazioni ESG.
All’interno degli ESRS (European Sustainability Reporting Standards), lo standard ESRS E5 – Uso delle risorse ed economia circolare è dedicato proprio alla gestione delle risorse e alla transizione verso modelli circolari.
ESRS E5 aiuta gli stakeholder a comprendere:
L’economia circolare non è più un concetto teorico, ma una necessità concreta per affrontare le sfide ambientali, energetiche ed economiche del nostro tempo.
Standard come ISO 59020, UNI/TS 11820 ed ESRS E5 rappresentano strumenti fondamentali per:
In occasione della Giornata Internazionale del Risparmio Energetico, il messaggio è chiaro: misurare la circolarità significa rendere il cambiamento possibile. Non solo per rendicontare, ma per innovare, migliorare la competitività e contribuire in modo concreto a un futuro più sostenibile.
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