
Il mese di agosto porta con sé un doppio colpo per il settore ortofrutticolo romano: da un lato il clima instabile, dall’altro un evidente calo della domanda, soprattutto nei canali all’ingrosso. La conferma arriva dall’ultimo report del Centro Agroalimentare Roma (CAR), che evidenzia una forte flessione dei prezzi di frutta e verdura, aggravata da un consumo ridotto e abitudini alimentari in trasformazione.
Il dato più evidente riguarda le angurie, il cui prezzo all’ingrosso si è dimezzato in soli 30 giorni, passando da 0,65 a 0,30 euro al chilo. Subiscono lo stesso destino anche i meloni, ora venduti intorno a 1,50 €/kg, e i pomodori piccadilly che scendono fino a 1,40 €/kg. I lunghi rossi toccano i 1,20 €/kg. Introvabili invece ciliegie e fragole, colpite dalle forti piogge nelle regioni del Nord Italia.
«I dati confermano come il meteo influenzi direttamente l’equilibrio tra offerta e domanda – sottolinea il direttore generale del CAR, Fabio Massimo Pallottini – Prima l’eccesso di caldo ha saturato i banchi di prodotto, ora l’instabilità climatica frena gli acquisti. A questo si aggiunge la consueta riduzione delle attività commerciali durante il periodo estivo».
Secondo i dati forniti da Italmercati, la rete nazionale dei mercati all’ingrosso, la spesa reale per l’ortofrutta è scesa del 21,5% negli ultimi cinque anni. Una dinamica preoccupante che coinvolge in pieno i produttori locali e penalizza il consumo dei prodotti freschi tipici della dieta mediterranea.
Una trasformazione che è anche culturale: «Le nuove mode alimentari, soprattutto tra i più giovani, stanno allontanando le persone da frutta e verdura fresche a favore di alimenti processati, spesso più ricchi di zuccheri e grassi» – si legge nella nota.
In questo scenario complesso, i mercati rionali di Roma continuano a rappresentare un presidio fondamentale per la distribuzione al dettaglio e per il contatto diretto con il consumatore. Lo sottolinea Francesco Morozzi, direttore di CORIDE:
«Il consumatore è cambiato, oggi preferisce prodotti pronti o semilavorati. Ma i mercati rionali devono rimanere un punto di riferimento per la spesa di qualità. Per questo è necessario che il Comune investa nella riqualificazione strutturale e logistica dei mercati: solo così potranno competere e rilanciarsi davvero».
Il CAR di Guidonia, attivo anche durante il mese di agosto, copre oltre il 75% del fabbisogno ortofrutticolo della Capitale. Con i suoi 140 ettari, 450 produttori attivi e più di 3.500 lavoratori coinvolti, rappresenta un’infrastruttura strategica per l’economia agroalimentare del territorio.
CORIDE continuerà a monitorare l’andamento del mercato ortofrutticolo locale e a supportare i rivenditori associati con aggiornamenti, consulenze e azioni di valorizzazione della filiera corta.
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