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“Piccolo è ancora bello?” – L’editoriale del Presidente CO.RI.DE. di febbraio

Piccolo è ancora bello?

Siamo nell’era del colossal. Piacciono le cose grosse, le quantità imponenti, le dimensioni che fanno stupire i primati.

Nell’economia e nella politica è una situazione assai diffusa.

È una tendenza questa, però, che impedisce di mantenere il senso della misura, quello che una volta si chiamava “buon senso”.

Questo modo di operare è pericolosissimo.

Perché se è la dimensione che fa la verità, la maggioranza di noi che lavora con iniziative imprenditoriali medie e piccole è tagliata fuori. 

Se è la legge del più forte che deve valere, il ruolo dei piccoli, se non si possono eliminare, non può che ridursi ad una funzione strumentale. Ed è ciò che sta accadendo.

Ma tant’è: grande fa effetto, è bello, ha immagine, charme.

Ma anche “grande” spesso non basta. È richiesto il “mega”, l’immenso, il galattico, lo sconfinato.

Ma tutto questo, ne siamo certi, non può portare molto lontano.  E i piccoli imprenditori, il commercio di vicinato, le aziende artigiane, che producono, che pagano le tasse e che coprono i disavanzi ingiustificati di uno stato che non sa mantenere i propri impegni, SONO STANCHI.

Sentono questa loro emarginazione come un’ingiustizia. 

GRAVE! INSOPPORTABILE!

E chiunque abbia un po’ di buon senso non può che essere dalla loro parte.

Questo malessere dovrebbe essere raccolto, con l’attenzione dovuta, da parte di chi ha la responsabilità politica di amministrare la città di Roma. Dovrebbero rispolverare i loro libri di storia e studiare perché Roma è “Caput Mundi”.

Roma è nata circa tremila anni fa è fin dalla sua nascita è stato un mercato importante sulla via del sale.

Gloria e decadenza, Impero e Papato, Medio Evo e Rinascimento hanno sempre valorizzato il ruolo delle attività commerciali esercitate con precise regole, esaltando la vocazione mercantile della città dell’Urbe.

Il passato ci ha tramandato una rete di mercati rionali, di cui non ve ne è uguale in nessun’altra città del pianeta, migliaia di negozi di vicinato e centinaia di strade commerciali, tra le più belle e sfolgoranti del mondo, che una miope e incapace  politica di gestione del territorio ha tremendamente emarginato.

Oggi l’assedio di decine di migliaia di ABUSIVI sta di fatto rendendo la città “insicura” e nella piena “anarchia”.

Rivitalizzare Roma, renderla vivibile, visitabile, percorribile significa anche ridarle un commercio articolato a misura di uomo, che non viva una precarietà ingiustificata.

QUINDI, NEL COMMERCIO PICCOLO È NECESSARIO.

 Senza la media è piccola impresa che, con creatività e sacrificio, continua ad operare nonostante le difficoltà di un sistema politico che la mortifica sistematicamente, l’economia della nostra città non ha futuro.

Franco Gioacchini
Presidente CO.RI.DE.

1 Febbraio 2018