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Contributi per incentivare le vendite sfuse

Contributi per incentivare le vendite sfuse

 

Contributi a fondo perduto fino a 5.000 euro ad esercente per le attività commerciali che attrezzano green corner, cioè spazi dedicati alla vendita ai consumatori di prodotti sfusi o alla spina, alimentari e per l’igiene personale

Contributi a fondo perduto fino a 5 mila euro a esercente per le attività commerciali che attrezzano green corner, cioè spazi dedicati alla vendita ai consumatori di prodotti sfusi o alla spina, alimentari e per l’igiene personale. Queste campagne di vendita dovranno durare almeno tre anni; pena la revoca del contributo. E il negoziante non potrà utilizzare contenitori monouso per l’offerta ai consumatori. La disposizione è spuntata nell’ultima versione del decreto legge clima, a seguito della riunione tecnica tra i ministeri, che hanno in carico il provvedimento. E poi, del pre consiglio dei ministri di martedì scorso. I contributi saranno erogati in ordine di presentazione delle domande e fino a esaurimento risorse. Per finanziare l’incentivo, la bozza di decreto stanzia 20 mln di euro l’anno per il biennio 2020/21 e dispone che un decreto del dicastero dell’ambiente vada a dettare, entro due mesi, requisiti e modalità per l’incasso degli aiuti e le relative verifiche sulle attività di vendita.

Un percorso accidentato. Rispetto al primo, interlocutorio, esame dell’esecutivo, lo schema di decreto è stato falcidiato (si veda ItaliaOggi del 19 settembre scorso). All’ultimo giro di boa è saltata anche la previsione di una sforbiciata «progressiva» ai sussidi classificati come dannosi per l’ambiente. A rischio ghigliottina c’erano incentivi fiscali, che il dicastero guidato da Sergio Costa ha calcolato pesare sull’erario per 19,3 mld di euro l’anno; aiuti che lo stesso ministero considera responsabili di favorire emissioni di anidride carbonica e agenti inquinanti in atmosfera. Per il momento, dunque, niente tagli.

Un’agevolazione ridimensionata. Di contro, va detto che la prima bozza di decreto prevedeva un incentivo più importante contro l’utilizzo di imballaggi e confezioni: uno sconto del 20% sul prezzo di vendita per chiunque decidesse di acquistare prodotti sfusi e alla spina. L’agevolazione aveva forma di credito d’imposta, da riconoscere agli esercenti che avessero acquistato e poi effettivamente venduto tali prodotti. Ma non era cumulabile col bonus del 36% sulle spese sostenute per l’acquisto di imballaggi biodegradabili o in plastica già riciclata. In più, agli esercenti che avessero realizzato i green corner in negozio sarebbe stato riconosciuto un contributo pari al 20% del costo di acquisto delle attrezzature per la loro erogazione. Tutto questo, però, è stato cancellato con un colpo di spugna nelle bozze successive (da ultimo, si veda ItaliaOggi dell’8/10/2019), per poi ricomparire in forma differente (e ridimensionata).

 

FONTE: https://www.italiaoggi.it/news/contributi-per-incentivare-le-vendite-sfuse-2393414

11 Ottobre 2019