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Editoriale del Presidente CO.RI.DE. del 7 gennaio

Editoriale del Presidente CO.RI.DE. del 7 gennaio

La famiglia nel mirino

“Gli italiani sono in via di estinzione“.
È quanto dichiarano i commentatori esteri guardando i dati della natalità nel nostro Paese.
Sebbene sembri paradossale il risultato è perfettamente coerente con le politiche anti-famiglia che hanno afflitto l’Italia è vi continuano a perversare.
Senza eccezioni. Con una tenacia davvero perversa.
Servizi sociali, scuole, tassazione, politica, chi è davvero dalla parte della famiglia?
Si deve prendere atto, purtroppo, che la famiglia è stata sempre osteggiata dai governanti italiani, di qualsiasi colore politico.
Dagli irridenti “assegni” famigliari di poche decine di euro, alla politica contro i giovani, alla difesa degli “occupati” fannulloni e privilegiati, l’azione dei governi non ha mai legiferato a favore della cellula fondamentale e fondante della società civile considerandola nei fatti una struttura residuale.
Se leggi sono state fatte, esse hanno sempre e comunque impoverito i bilanci famigliari con una pervicacia degna davvero di migliore causa.
La tassazione pesante, l’aumento delle tariffe pubbliche, la eliminazione di alcuni servizi, i ticket, ecc. non hanno favorito la vita delle famiglie.
E in queste condizioni la famiglia sta, quasi naturalmente, passando di moda.
Uno dei fenomeni emergenti, oltre al tasso di natalità ormai largamente sotto zero, è il cosiddetto “invecchiamento” dei giovani nella casa paterna e il progressivo spostamento oltre i trentacinque anni della media dell’età di quei pochi che ancora si azzardano a sposarsi.
Le ragioni, per quanto si vogliono attribuire semplicisticamente all’evoluzione culturale contrassegnata dal consumismo e dallo spostamento del modello sociale verso un individualismo sempre più accentuato, sono al contrario di natura etica, educativa, ambientale, relazionale ed economica.
La responsabilità di questa corsa all’estinzione, o comunque ad una gravissima decadenza, sulla base di evidenze inconfutabili si possono senza incertezze attribuire ai gestori di politiche sociali devastanti e scriteriate, alla Chiesa e ai parlamentari cattolici responsabili per decenni della scuola, ai cattivi maestri della sinistra laica profeti delle trasgressioni gratuite, alle femministe inneggianti ad una emancipazione basata sull’aborto e infine ai mass-media indifferenti al bene comune e quindi importatori di modelli di comportamento disgreganti.
Tutti hanno tradito la famiglia. Senza pudore.
Dalla scuola, degradata oltre i limiti della decenza, ai servizi sociali sempre poco efficienti e costosi, alla mortificazione delle esigenze degli anziani poveri e dei giovani. Privi di assistenza adeguata gli uni e di spazi di lavoro, in sintonia con le loro aspirazioni e i loro talenti, gli altri.
Non c’è stato partito politico che non abbia fatto appello agli elettori sbandierando un programma per la famiglia: salvo dimenticarsi, poco dopo il successo elettorale, degli impegni presi.
La situazione è evidente, sotto gli occhi di tutti, e si erge come una minaccia pesantissima nei confronti della stessa vita civile e può diventare disastrosa.
Bastano alcune considerazioni elementari.
La famiglia ha bisogno di una casa. O in affitto o in proprietà. E non tutte le famiglie se lo possono permettere per mancanza dei capitali necessari.
La famiglia ha bisogno di servizi sociali. Ma chiedere un accertamento diagnostico strumentale significa mettersi in lista per molti mesi. E la salute non può permettersi attese.
La famiglia ha bisogno di una scuola che insegni. Di una istituzione di elevata moralità garantita nei confronti di tutti. Sia pubblica che privata, perché la libertà di scelta delle famiglie circa il modello educativo sia effettiva. Una scuola rigorosa, impermeabile alle ideologie e modellata sui dettami della Costituzione.
La famiglia ha bisogno di sicurezza. Sicurezza sociale, ambientale, fisica e morale. Dal traffico urbano che falcia quotidianamente le sue giovani vittime allo smercio della droga diffuso e impunito, dalle città assediate dalla prostituzione agli schiamazzi notturni, dalla mancanza di strutture di aggregazione per i giovani all’impraticabilità di vaste aree metropolitane se non si è accompagnati.
La famiglia è veramente in costante sofferenza.
La famiglia ha bisogno di solidarietà da parte delle strutture pubbliche. Dove sono i vigili di quartiere e i servizi pubblici in grado di intervenire nel miglioramento della qualità della vita?
La famiglia è quindi sola, inerme, mortificata, stordita, priva di riferimenti.
Italiani, razza in estinzione. Ben presto materia da archeologi. Paradossale???
Riflettiamo.

Franco Gioacchini
Presidente CO.RI.DE.