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“Due chiacchiere di prima mattina” – L’editoriale del Presidente CO.RI.DE. di settembre

Editoriale del Presidente CO.RI.DE. di settembre

Due chiacchiere di prima mattina

Il mercato e gli anziani: la solitudine interrotta

Viene avanti con il carrello di tessuto scozzese. Ha il passo leggermente incerto dei suoi anni, tanti, anche se se ne toglie sempre qualcuno con una punta di civetteria che ne sottolinea la sempre intatta femminilità. 

Osserva i banchi con lo sguardo esperto di chi sa cogliere immediatamente la situazione.

Oggi le zucchine sono proprio belle, la lattuga ha un’aria stanca, le melanzane non sembrano un gran che’, ma guarda che belli i carciofi di Severina.

 Il percorso si snoda tra i colori accesi della frutta, tra lo scintillio dei banchi delle carni, la sequenza dei capi di abbigliamento e la confusione degli articoli per il bricolage, per finire dal fioraio, dove i colori  sono davvero irresistibili.

Il percorso quotidiano è appena avviato che già si incrociano i primi saluti. I primi complimenti sulla cera bellissima che la nostra signora mette in mostra, nonostante l’età.

I primi commenti sul tempo, sulla stagione, sui fatti clamorosi ed impietosi di tutti i giorni che, comparati a quelli di un tempo ormai appannato nella memoria ma di cui rimangono nitidi gli echi, appaiano dissacranti.

Nel dialogo con venditori e venditrici il passo si fa più fermo. 

Poi gli incontri. Al primo incrocio, quello dell'”ovarolo”, il “buon giorno!” di Giuseppina. È quell’amica tanto cara, anche se un po’ noiosa quando ripete la quotidiana litania dei suoi mali, in gran parte immaginari.

 Si fanno le quattro chiacchiere che prendono in esame i fatti del giorno, l’andamento dei prezzi, il comportamento di nipoti e pronipoti, il tempo, le inadempienze del Comune che lascia ovunque la spazzatura, non pota gli alberi che cadono come mosche colpite da uno spruzzo di insetticida, non asfalta le strade che sono piene di buche assassine, degli autobus che prendono quotidianamente fuoco, del modesto importo della pensione e della gita che il parroco ha proposto di fare ad Assisi.

Il sole non è ancora riuscito ad illuminare pienamente il giorno, che già le due signore hanno incrociato altre “colleghe” di  spesa e la conversazione si è moltiplicata con una velocità esponenziale. 

Gli incubi della notte, l’insonnia, l’ansia per la figlia che dovrà ricoverarsi in ospedale, si sono dissolti nella giornata che ha spezzato la solitudine, dando di nuovo significato ad un “esserci” che molto spesso rischia di perdersi in questa metropoli sempre più grande, in questo rumore spempre più incalzante, in questi quartieri sempre più popolati di estranei che ad un saluto sobbalzano ed accelerano il passo muti. 

Gli anziani sono i clienti più fedeli del Mercato nel quale si sentono a casa loro.

 Possono dialogare, incontrarsi, riconoscersi in una comunità sociale che non li rifiuta, ma li accetta e li valorizza.

Peccato che la politica per i centri urbani non tiene in considerazione la funzione aggregante dei mercati rionali e non considera rilevante la presenza degli anziani per fare pulsare ancora il cuore stanco delle città aggredite dal terziario.

Il mercato rionale, quello un po’ sgangherato che il Comune ha promesso da vent’anni di sistemare, apre ogni mattina all’alba.

 I primi furgoni sono già lì alle sei e le cassette di frutta pochi minuti dopo sono allineate in bell’ordine sui banchi. 

È il miracolo millenario che ha fatto nascere le città, che ha consentito alle diverse civiltà di incontrarsi, che nutre anche oggi buona parte dell’umanità ed esercita un ruolo fondamentale, sociale e culturale, per la sua caratteristica di luogo del dialogo facile ed immediato.

Nei confronti dell’anziano poi il mercato ripropone ogni giorno una dimensione aggregante che gli consente di esercitare con immediatezza la funzione essenziale di rapportarsi agli altri. 

Da persona “conosciuta”, da attore di una vicenda di vita che lo coinvolge attivamente, stimolandone così l’attività intellettuale in una comunicazione interpersonale di fondamentale significato esistenziale.

La mattina è fresca, sulle foglie dell’indivia leggere tracce di rugiada brillano come minuscoli frammenti di cristallo. 

Il volto attento di Luciana segue la mano che sceglie tra la montagna di pomodori quelli “giusti”, né acerbi né maturi, proprio come piacciono a lei. Eccoli. Sono tre, proprio Belli, da farsi in insalata.”Dammi anche un mazzetto di basilico, Marcella. Non quello lì, quello sotto, con le foglie più piccole”.

Il mercato è così. Molto di più che un’area dedicata alla distribuzione commerciale. 

Ecco perché riteniamo che si debba attentamente rimeditare  tutta la marginalizzazione che per decenni è stata al centro delle scelte politiche nei confronti dei mercati rionali.

Gentile signora Raggi, nel suo ruolo istituzionale di primo cittadino, la invitiamo a fare una visitina in un mercato rionale, ne assapori l’umanità che vi pervade e, ne siamo sicuri, considererà prioritario il rilancio della rete mercatale romana per consentire alla comunità cittadina di godere di un commercio di vicinato a misura di uomo.  

Franco Gioacchini

Presidente CO.RI.DE.